Archive for marzo, 2025
GDL – incontro 26 marzo 2025
«Apparso nel 1953 presso Einaudi, Il mare non bagna Napoli è composto da cinque racconti che trattano in vario modo, ma con pari drammaticità, della Napoli postbellica. Comincia come opera di fantasia, presentando nei primi due movimenti («Un paio di occhiali» e «Interno familiare») una città miserabile e grottesca, passa a «reportage» nel secondo e nel terzo («Oro a Forcella» e «La città involontaria»), e si perfeziona in autobiografia nel lungo resoconto finale («Il silenzio della ragione»). Potrebbe apparire, a prima vista, un libro fortemente antimeridionalistico (meridionale la Ortese non era), e così apparve subito dopo la pubblicazione, suscitando polemiche e rancori. Di fatto, è un libro «negativo» in assoluto, critico e autocritico, che si interroga sui suoi stessi strumenti e indaga i modi in cui e se, alla fine, lo scrittore possa conoscere il mondo attraverso l’osservazione.
In anni di risvegliato entusiasmo per qualunque manifestazione della vita e di risorta fede nel potere della testimonianza, la Ortese getta, con leopardiano anticonformismo, un nuovo sudario sulle forme dell’esistenza e sulle teste dei letterati; e parla di spettri, di larve, insomma di morte – non quella ovvia, provvisoria della guerra, ma quella definitiva delle menti. Non c’è niente da capire; la ragione è finita, vinta da un’ottusa natura che va per la sua strada. Quegli scrittori napoletani, che credono o fingono di credere nel proprio lavoro intellettuale, sono solo degli illusi; anzi, dei defunti. La realtà fa orrore e perciò occorre fuggirne, lasciarsela alle spalle, non guardarla.